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giovedì 19 febbraio 2015

CASO ORATORIO: LA MAIL DEL SINDACO BARBERIS

IL SINDACO DI SALUGGIA (VC) - FIRMINO BARBERIS

Sul caso dell’Oratorio Mazzetti di Saluggia, che abbiamo trattato qualche giorno orsono nel nostro brano titolato: “CLAMOROSO: LA CONFERMA !!! DON ENRICO VINCE DEFINITIVAMENTE IL RICORSO AL TAR CONTRO IL COMUNE.” (Clicca QUI), ci ha scritto, al nostro indirizzo di posta elettronica, marco.pasteris@yahoo.it, il Sindaco di Saluggia Firmino Barberis, che volentieri riceviamo e pubblichiamo integralmente, con in calce alla stessa un nostro personale commento.

Ecco il testo:

“Caro Marco,
ho letto con molto interesse ed attenzione il tuo commento sulla sentenza del TAR che ha accolto il ricorso della Parrocchia di San Grato di Saluggia relativamente all’intervento edilizio nell’Oratorio.
Considerato che il TAR aveva già accolto la richiesta di sospensiva del diniego comunale a costruire c’era da attendersi, come logico, il risultato che ne è conseguito con la sentenza e meno che mai con l’aiuto della Divina Provvidenza, trattandosi di qualcosa di Divino ho la ragionevole convinzione che quest’ultima debba occuparsi di cose ben più importanti ed afferenti la sfera “spirituale” che non  di una cucina, una dispensa ed una sala ristorante, quindi nulla di nuovo sotto il sole, persone normali che “discutono” a colpi di carta bollata su questioni molto terrene regolate da norme di PRG.
Ma veniamo al problema: il TAR ha giudicato le opere oggetto della richiesta edilizia come “attrezzature ricreative” laddove, a nostro giudizio, sono riconducibili a vero e proprio ristorante, come appare dai disegni. Su questa domanda abbiamo fatto nei mesi scorsi le nostre riserve, al di la delle regole dettate dal Piano Regolatore, ma soprattutto sulla opportunità di realizzare un simile intervento dai costi elevatissimi e sullo stato di fatto degli attuali corpi di fabbrica bisognosi di un robusto intervento manutentivo.
Sappiamo entrambi come è nato l’oratorio parrocchiale e come negli anni si sia evoluto sino a diventare punto di riferimento per intere generazioni di Saluggesi, tutti noi in gioventù abbiamo frequentato l’oratorio, era ed è stato la nostra “casa” , dei nostri nonni, dei nostri padri poi dei nostri figli sin dalla sua fondazione, cento anni fa, in quel luogo ha sempre aleggiato lo spirito di Don Bosco, li abbiamo imparato a vivere in società e a cementare amicizie che durano tutta una vita.
Da troppi anni l’Oratorio è rivolto più agli adulti che ai ragazzi e questo mi dispiace perché così facendo si è andato ad occupare uno spazio che di diritto appartiene ai bambini, ai ragazzi ed ai giovani, l’Oratorio è la loro casa e chi ne gestisce le sorti deve provvedere a far funzionare questa istituzione secondo i principi che ne sono la ragione ed il fondamento per il quale è stato costruito, secondo gli insegnamenti di Don Bosco appunto.
Tutti noi sappiamo benissimo, sarebbe ipocrita tacerlo, come funziona l’Oratorio oggi: si fanno pranzi e cene quasi esclusivamente per adulti, i tre quarti dei quali non di Saluggia; per carità nulla di illecito o di riprovevole, ma c’è bisogno di costruire un ristorante (perché è quella la destinazione d’uso, anche se non si può dire) dal costo stimabile in 300, 400 mila € per coltivare l’attività di pranzi e cene per persone adulte?, che comunque non sono servite a titolo gratuito e si pagano cash? E per il resto dei corpi di fabbrica dell’Oratorio che sono bisognosi di urgente e pesante manutenzione cosa si fa? Per il Cinema/Teatro in cui non si proietteranno più i film, cosa si pensa di fare? Il Consiglio Pastorale si è posto questi semplici ed elementari problemi? Come vedi se ci mettiamo attorno ad un tavolo e discutiamo vengono fuori tante e tante motivazioni che sconsiglierebbero, per ora, di procedere alla costruzione del ristorante che il TAR definisce attrezzatura ricreativa, ma si procederebbe a recuperare e magari ristrutturare l’esistente per metterlo in sicurezza e aggiornarlo secondo le esigenze attuali.
Non voglio dilungarmi più di tanto avendo espresso in libertà il mio pensiero sulla vicenda, ma desidero concludere che potrebbe essere pur vero che si possono perdere le elezioni se si tocca l’acqua santa, ma la questione non mi affanna più di tanto perché sono nella convinzione che prima si deve fare il proprio dovere di amministratore con equità e giustizia poi viene il resto  .
Saluti.
Firmino Barberis”

Gent.mo  Signor Sindaco,

innanzi tutto sappia che se ha piacere di dare qualsiasi notizia sull’attività dell’Amministrazione Comunale, questo è uno spazio pubblico aperto a Lei ed ai Suoi Collaboratori. Quindi accoglieremo volentieri ogni Sua missiva che rispetti i canoni fissati dall’articolo 21 della Carta Costituzionale, che Lei sicuramente conosce almeno quanto me.
Sull’argomento in trattazione oggi, mi permetta di dirle che io continuerò a perorare  la mia istanza pro bono-pacis (“PRO BONO PACIS” significa "per amor di pace". Espressione latina che viene usata per sottolineare che si è fatta una concessione al solo scopo di evitare discussioni).
Ciò in quanto vedere un’Amministrazione Comunale litigare con la Parrocchia, fa, da un parte sorridere, se fossimo ancora ai tempi di Gino Cervi e Fernandel, Peppone e Don Camillo nella finzione cinematografica. Invece, nella realtà dell’Anno del Signore 2014, mi rattrista, perché anche io, da semplice cittadino quale sono, tengo almeno quanto Lei, ad un bene prezioso e forse inestimabile per l’intera comunità di Saluggia come l’Oratorio Mazzetti.
E CREDO, fermamente che il Sindaco ed il Parroco, della nostra Saluggia, abbiamo il dovere di trovare un ACCORDO PRO-BONO PACIS.

Mi fermo qui.

Ciao alla prossima
e chiunque volesse
liberamente replicare
può farlo sempre qui:
marco.pasteris@yahoo.it