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giovedì 5 dicembre 2013

"EH, QUANDO C’ERA LUI... (SECONDA PARTE)"


Ho appreso dalla lettura del giornale, La Gazzetta del Vercellese,del 04 dicembre 2013, a pagina 5,  nell'articolo titolato: "Eh..Quando c'era lui...", che, l'autore (R.S.), esprime il seguente pensiero rivolto a chi vi scrive, tirando in causa la D.ssa Elena Dianin, cito testualmente:

"SALUGGIA. (r.s.) La sera di lunedì 25 novembre, in biblioteca, la giovane Elena Dianin presentava la sua tesi su educazione scolastica e precetti nel ventennio fascista. Fra il pubblico, oltre all’attuale primo cittadino Firmino Barberis, anche due ex sindaci: Marco Pasteris e Franco Pozzi. A un certo punto Pasteris prende la parola e, dopo aver biasimato «la propaganda di regime che ancor oggi viene propinata agli alunni nelle scuole a Cuba», si lancia in una rivalutazione delle conquiste sociali del periodo mussoliniano: «la nascita dei sindacati, la conquista delle otto ore lavorative...». Pozzi non si trattiene e gli ricorda che quelle conquiste sono frutto delle lotte operaie e socialiste, altro che del Fascismo. L’interessante discussione è terminata, qualche minuto dopo, con epiteti non proprio da Deputazione di Storia Patria."

In realtà quanto riportato è stato estrapolato dal contesto generale del mio intervento, avvenuto quella sera,  con il chiaro intento di farmi apparire per ciò che non sono: un antidemocratico e totalitarista.

Prima di entrare nel dettaglio del mio intervento di quella sera, intendo rivolgere, con la presente, un pubblico elogio ed apprezzamento alla d.ssa Dianin.

Ciò in quanto, l'aver affrontato e discusso in una tesi di laurea un argomento così complesso e difficile come "L'educazione dei giovani nell'epoca fascista", con la spontaneità, la cura ed il dettaglio che ho colto nella sua relazione, attribuisce all'autrice, forza di volontà, perseveranza e soprattutto coraggio, che sono doti poco comuni al giorno d'oggi.

Quindi alla D.ssa Elena Dianin, giungano da me, i miei più sinceri complimenti per il lavoro svolto.

Detto ciò intendo precisare quanto affermato quella sera:

1) nella premessa del mio intervento ho detto di essere contrario a qualsiasi forma di Monocrazia o Totalitarismo.

2) In virtù del detto la discussione e il sale della democrazia, parole non mie ma di un primo cittadino di paese vicinioro a Saluggia, ho assunto la parte del cd. "Avvocato del diavolo" affermando con vena spiritosa, visto l'argomento trattato, di non "Fare di tutta un erba un fascio";

3)Ho integrato l'intervento della D.ssa Dianin sul l'infanzia del Duce, ricordando, come riportato da tutti i testi storici, Il nome "Benito Amilcare Andrea" fu deciso dal padre,socialista dell'ala anarchica, desideroso di rendere omaggio alla memoria di Benito Juárez, leader rivoluzionario ed ex-presidente del Messico, di Amilcare Cipriani, patriota italiano e socialista, e di Andrea Costa, imolese, leader del socialismo italiano (nell'agosto 1881 aveva fondato a Rimini il «Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna»). Contrariamente al marito, la madre Rosa era credente e fece battezzare il figlio.

4)Ho fatto notare alla D.ssa Dianin che nel corso della mia vita, avevo potuto viaggiare nel mondo visitando molti Paesi. Tra questi, anche alcuni retti da regimi totalitaristici che nell'atteggiamento è nell'approccio educativo emulavano esattamente quello compiuto nel ventennio fascista (e non ho parlato solo del regime comunista cubano, ma anche  di quello comunista della Corea del Nord,  oppure di quello comunista della ex Unione Sovietica, e di altri regimi di stampo marxista in Africa, etc). In sostanza il modello proposto da chi stava al potere era sempre lo stesso: assumere il controllo dell'educazione secondo le regole dettate dalla dottrina politica.

5)Udito un bellissimo intervento, precedente al mio, del dottor Francesco Quarello, circa la necessità di salvaguardare la memoria storica, qualsiasi essa sia, ho convenuto apertamente su questa necessità.
Ho citato il caso dell'ex-cinema comunale, creato dal fascismo tra il 1922 ed il 1932, che in accordo con la Sovritendenza dei Beni architettonici del Piemonte è stato restaurato e sarà la nuova sede degli uffici del Comune. Ho citato il caso dell'acciotalato-porfido di via Lusani, che se ho ricordato bene, è stato realizzato nel 1937 per creare, al di sotto, la prima rete acquedottistica di Saluggia. Ho citato, ma l'aveva già fatto la D.ssa Dianin, il caso del manufatto della colonia elioterapica e della spiaggia della Dora nell'isolotto del Ritano, ove venivano accompagnati i bambini in quell'epoca. Tali manufatti, ho ricordato, sono andati perduti con l'alluvione dell’anno 2000 ed oggi sono irrecuperabili allo stato originale.

6) Quindi ho concluso, il mio intervento, con un'allusione al corporativismo dell'epoca fascista, citando una frase udita durante un convegno sulla nascita e la storia del sindacato.

Da quest'ultima frase è nato, un battibecco, con l'ex-sindaco Pozzi, risentito, forse, del fatto, di aver ricordato, più volte, che il Duce era stato un socialista della prima ora, seguendo gli insegnamenti paterni sino giungere ad essere anche direttore del giornale del partito socialista: L'Avanti.

Al termine della serata ho chiesto alla d.ssa Dianin, di inviarmi via mail copia della sua tesi per poterla commentare liberamente come, sto facendo ora sul Blog che gestisco.

Concludo dicendo che se l'autore (R.S.) nell'affermare che "L’interessante discussione è terminata, qualche minuto dopo, con epiteti non proprio da Deputazione di Storia Patria.", intendeva riferirsi, al fatto che io abbia ricordato più volte all'ex-Sindaco Pozzi, che il Duce all'inizio della sua carriera politica, ante Ventennio, era Socialista come lo è stato Lui, ai tempi d'oro di Bettino Craxi, (Ndr. Anni Ottanta) la circostanza è vera. Gli ho ripetuto più volte che il Duce, prima del Ventennio era stato Socialista come Lui, certamente, si tratta di epoche e circostanze diverse, questo lo capirebbe anche un bambino delle elementari, confrontando il Socialismo Ante Ventennio con quello della "Milano da Bere" dell'epoca Craxiana.  E ben mi guardo, da paragonare, l'ex-sindaco Pozzi, che neppure lontamente assomiglia a Bettino Craxi.

(Ndr. - Non lo dico io, lo raccontano tutte le biografie di Benito Mussolini reperbili in tutte le librerie italiane. E' quelle, più recenti, "andate a ruba", su Bettino Craxi).


Il testo che ho scritto, e Voi state leggendo, lo inviato, via mail, alla D.ssa Elena Dianin che l'ha letto, corretto ed approvato. Nonché mi ha autorizzato a darne notizia sul Blog Qui-Saluggia.

Concludo dicendo, vede Signor R.S., alle volte basta pacificamente parlarsi, contattando il diretto interessato, prima di pubblicare un testo, per chiarirsi e fare emergere la verità, invece di pubblicare brani, senza contattare il diretto interessato, facendo passare due persone per ciò che non sono, nemiche invece che amiche e rispettose ciascuna del proprio pensiero, democratico naturalmente.

Con profonda disistima la saluto.

A risentirci presto.