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giovedì 7 gennaio 2016

LAVORI IN VIA LUSANI: COSA FARE IN CASO DI DANNO A PERSONE O COSE.

Carissime Amiche Lettrici
e
Carissimi Amici Lettori

ho ricevuto, nei giorni scorsi alla mia casella di posta elettronica, marco.pasteris@yahoo.it
una lettera di un nostro affezionato lettore 
che riferisce 
l’attuale situazione di Via Vittorio Lusani
la principale arteria viabile
 che attraversa il capoluogo di Saluggia, 
oggetto di lavori di rifacimento 
che creano grave e
profondo disagio 
a coloro che la percorrono.

Premetto che per rendermi conto effettivamente della situazione di disagio, in data 06 gennaio 2015, mi sono recato sul posto ed ho scattato il repertorio fotografico che di seguito vedete:



06 GENNAIO 2015 - SALUGGIA (VC) - VIA LUSANI

06 GENNAIO 2015 - SALUGGIA (VC) - VIA LUSANI

06 GENNAIO 2015 - SALUGGIA (VC) - VIA LUSANI

06 GENNAIO 2015 - SALUGGIA (VC) - VIA LUSANI

06 GENNAIO 2015 - SALUGGIA (VC) - VIA LUSANI

06 GENNAIO 2015 - SALUGGIA (VC) - VIA LUSANI

06 GENNAIO 2015 - SALUGGIA (VC) - VIA LUSANI

06 GENNAIO 2015 - SALUGGIA (VC) - VIA LUSANI

06 GENNAIO 2015 - SALUGGIA (VC) - VIA LUSANI

06 GENNAIO 2015 - SALUGGIA (VC) - VIA LUSANI
Ecco allora il testo della mail ricevuta che volentieri ricevo e testualmente pubblico, 
con al termine un mio personale commento:


“Caro Marco,
 ti scrivo queste poche righe per lamentarmi della viabilità di Via Lusani lasciata nel degrado più totale dopo che sono stati effettuati i lavori per la rete idrica. La strada presenta molte pericolosità sia per chi cammina ha piedi che per coloro che viaggiano in bici ed anche  in auto. Purtroppo noto che molte autovetture, passando nel centro della medesima via, toccano molto pericolosamente il sottoscocca. Ciò accade anche quando la vettura va adagio, senza superare i 20 km orari. 

Forse si riesce a non fare danni alla vettura, ma ti chiedo in caso di danno l’automobilista ha chi può chiedere i danni ? 
Forse all’ufficio viabilità comunale? 
So per certo che il giorno 30 dicembre una signora anziana mentre attraversava la strada dalla Farmacia è caduta, inciampando proprio negli scavi lasciati a cielo aperto. 
Credo che si potesse fare qualcosa di più di quello che è stato sinora fatto. Ad esempio  mettere dell’asfalto provvisorio come è stato fatto nei lati della strada. 
Sento molti concittadini che si lamentano per lo stato d’abbandono della Via Lusani proprio sotto il periodo delle festività.
 Personalmente ritengo tale Via molto pericolosa. 
Bastava poco. 
Bastava mettere un cartello con scritto strada dissestata per far capire la pericolosità della Via Lusani.
Grazie della risposta.  
Un lettore di Qui Saluggia.”


Ora, preso atto che la situazione è realmente pericolosa, per coloro (pedoni, persone in bicicletta, motoveicoli ed autoveicoli)  che affrontano quotidianamente le insidie dell'attuale manto stradale di Via Lusani, che vedete ritratte nelle foto sopra, é necessario evidenziare alcuni elementi, reperiti dagli atti ufficiali del Comune, al fine di poter esprimere qualche suggerimento su


COSA FARE IN CASO DI DANNO A PERSONE O COSE.

1) Dalla Deliberazione della Giunta Comunale n° 58 del 20 luglio 2015, pubblicata all’Albo Pretorio Comunale il 22 dicembre 2015 e titolata: “PEG 2015 E PIANO DELLE PERFORMANCE 2015“, in allegato leggiamo, il PROGRAMMA AREA TECNICA LAVORI PUBBLICI MANUTENZIONI STRAORDINARIE MANUTENZIONI ORDINARIE E GESTIONE AREE VERDI AMBIENTE ( OPERE PUBBLICHE ) Anno 2015

Al capoverso 1) si legge: Riqualificazione viabilità del centro storico via Vittorio Lusani iter di approvazione livelli di progettazione definitivo esecutivo ottenimento pareri Enti competenti, procedura di gara per affidamento lavori consegna/inizio lavori – Attuazione prevista Dicembre 2015



2) Sull’andamento altalenante dei lavori e sul loro cronoprogramma temporale (data inizio - data fine lavori previste), visto che si tratta di opera pubblica di programmazione amministrativa, dovrebbe riferire il Sindaco oppure l’Assessore Delegato.

3) Così pure il Sindaco essendo il Rappresentante Legale del Comune, quindi il chiamato legalmente a rispondere in un’eventuale causa con un cittadino per danni subiti durante un 'eventuale incidente successo sulla Via Lusani, potrebbe confermare che da un nostro esame del Bilancio del Comune risultano stanziati 50.000 euro circa per coperture assicurative riguardanti i vari lavori pubblici in corso di esecuzione.

Valutate queste premesse, ora, se ti fai male percorrendo una delle strade comunali oggetto di lavori pubblici, oppure se si rompe la bicicletta, il motoveicolo, l’autovettura o quant’altro 

cosa puoi fare ?


Dal punto di vista civile, i comuni sono responsabili della manutenzione delle strade e, in base all’art. 2043 del Codice Civile, possono essere chiamati in causa per ricevere un rimborso/risarcimento per fatto illecito. 


Secondo l’art. 2051 del Codice Civile è inoltre possibile contestare alla pubblica amministrazione un “danno cagionato da cose in custodia”, essendo le strade un bene che i comuni oppure le province sono tenuti a curare.


Detta così sembra molto semplice. 

In realtà, fino a dieci anni fa, era molto difficile ottenere un risarcimento per un danno causato da una buca stradale. 
Era infatti molto complesso stabilire entro quali limiti potesse esservi un illecito nella mancata manutenzione di un tratto di strada e quanto diretto fosse il nesso causa-effetto tra l’esistenza della buca sull’asfalto e l’incidente che ha generato il danno.


Nel 2002 è intervenuta la Suprema Corte di Cassazione (sentenza del 3 dicembre 2002) che ha stabilito come la Pubblica Amministrazione, ossia l’ente responsabile della manutenzione delle strade, è da ritenersi responsabile dei danni provocati dalle buche stradali solo quando queste rappresentino chiaramente delle “insidie” o dei “trabocchetti” per gli automobilisti, che non potrebbero evitarle con la normale diligenza prevista alla guida di un veicolo.


Perché si possano avere buone chance di vincere un ricorso per risarcimento da danno stradale, devono quindi sussistere due elementi fondamentali: 

l’imprevedibilità della presenza di una buca o di una sostanziale anomalia nell’asfalto 

l’inevitabilità dell’impatto che ha causato il sinistro.


Il passaggio dalla teoria alla pratica è più complesso di quanto non si creda. 

Come si può dimostrare che l’urto era inevitabile? E soprattutto, come facciamo a provare che è stata propria la cattiva condizione del manto stradale a provocare l’incidente? 
E’ evidente che ogni singolo caso si presta ad interpretazioni variabili e con un alto grado di discrezionalità. 
Non è inusuale che il giudice si rifaccia salomonicamente all’art. 1227 comma 1 del Codice Civile rilevando un concorso di colpa del danneggiato: ma anche in un caso del genere sarebbe già un successo, perché significherebbe che un rimborso parziale ci sarebbe riconosciuto.


Un esempio di colpa a carico dei comuni è la mancata segnalazione del pericolo, ma, anche in quel caso, la tempestività della segnalazione è soggetta ad interpretazione: se la buca è presente sulla strada da un mese e non è segnalata, va da sé che siamo di fronte a negligenza, ma se è lì solo da pochi giorni è verosimile che gli amministratori non ne siano a conoscenza. 

Non si può ovviamente pretendere che vi sia un monitoraggio costante delle strade, 24 ore al giorno tutti i giorni (lo dice la Cassazione).


Quand’è che una buca può considerarsi evitabile? Se la si può evitare solo saltando nella corsia di marcia opposta o uscendo dalla carreggiata (entrambe azioni molto pericolose) sussistono i criteri di inevitabilità, che diventano ancor più netti in casi di aumentata pericolosità del tratto stradale (ad esempio in curva o a scorrimento veloce).


Che cosa fare allora? 

Anzitutto è necessario documentare il più possibile l’accaduto: 
facciamo foto sia alla strada, da varie angolazioni, che alle vetture danneggiate. 
Chiamiamo le forze dell’ordine perché verbalizzino quanto accaduto e facciamo scrivere al nostro legale una lettera al comune o alla provincia chiedendo un risarcimento.


L’ideale sarebbe allegare, oltre alla documentazione fotografica e al verbale dei vigili o delle forze dell’ordine, anche la fattura del carrozziere/meccanico, eventuali referti medici e la testimonianza di qualche persona (meglio se più di una) che ha assistito al sinistro.


In questo modo massimizziamo le possibilità di successo. 

Sappiamo, ad esempio, che sono stati raggiunti risultati molto positivi negli ultimi tempi, sia in termini di risarcimento che di tempistica: abbiamo notizia di rimborsi di 600 € per danni da buche stradali liquidati in meno di 6 mesi.

Spero di essere stato utile al nostro Amico autore della Lettera pervenuta alla mia mail, ed alle Nostre Numerose Lettrici 

ed ai 
Nostri Numerosi Lettori.


Ciao alla prossima
e chiunque volesse
liberamente replicare
può farlo sempre qui:
marco.pasteris@yahoo.it